risorsa_digitale

 

 

 

 

Che cos'è una risorsa digitale[i]

 

[Che cos'è una risorsa digitale in Un futuro per il passato:patrimoni librari e archivistici da salvare e da conservare / a cura di Giancarlo Volpato e di Federica Formiga. Verona: Università degli studi, 2010, pp. 45-51]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il termine risorsa si è ormai affermato diffusamente sia nel mondo delle biblioteche che nel mondo delle tecnologie informatiche.  Nel 1990, prima dell'avvento di Internet, si parlava di “Computer Files[ii]. Nel 1997 il termine risorsa entra a far parte del linguaggio biblioteconomico anche se accompagnata dall'aggettivo elettronico[iii]. Oggi il termine elettronico è stato sostituito in questi contesti dal termine digitale.

 

Il termine risorsa entra nel linguaggio quotidiano con l'affermarsi del web: quando usiamo un indirizzo web (URL – Uniform Resource Locator) ci riferiamo alla definizione di risorsa fornita dallo standard RFC 2396: “Risorsa può essere definita come qualsiasi cosa che sia identificabile. Ad esempio: un documento elettronico; una immagine; un servizio (per esempio "il tempo oggi a Los Angeles ");  un insieme di  risorse.  Non tutte le risorse si possono trovare in rete: ad esempio gli esseri umani, le società commerciali e i libri in una biblioteca possono essere considerati risorse[iv]

 

Scopo di questa breve nota è quello di mettere a confronto alcune recenti definizioni di risorsa digitale nella convinzione che un maggior consenso sulla natura della risorsa digitale può avere effetti positivi su tutte le attività collegate come ad esempio la descrizione, l'accesso e la conservazione a lungo termine.

 

1. La Risorsa come Content Information: ISO 14721 – OAIS (2003)

 

Un punto di partenza può essere costituito dalla norma ISO 14721:2003 (Reference model for an Open Archival Information System-) dove il termine risorsa – ritenuto probabilmente troppo generico – viene sostituito dal termine Content Information (Contenuto Informativo[v]). L'entità Content Information viene vista come inseparabilmente composta da:

-         Content data object (Oggetto-dati): l'insieme “grezzo” di dati, di bit;

-         Representation information (Informazioni sulla rappresentazione): informazioni che rendono accessibile il  Content data object.

 

Se prendiamo come esempio un file in formato pdf possiamo dire che la Representation information non è altro che il formato del file o più in generale possiamo parlare di metadati che rendono usabile un determinato file: tramite questi metadati un elaboratore è in grado di trattare correttamente il file pdf.

 

Potremmo chiamare questi metadati come metadati interni per distinguerli dall'accezione più comune del termine metadati  che si riferisce ai metadati esterni o associati alla risorsa che possono al loro volta essere distinti – a partire dalla proposta OAIS - funzionalmente  in:

-         metadati descrittivi: permettono di identificare e caratterizzare una determinata risorsa (o Content information);

-          metadati gestionali : permettono di gestire la risorsa stessa  per determinati obiettivi, come ad esempio le informazioni sui diritti di accesso.

 

 

2. La Risorsa come Representation PREMIS 2.0 (2008)

 

Anche lo standard PREMIS[vi]  non usa direttamente il termine risorsa ma parla di Digital object    definito come “unità distinta di informazione in formato digitale”. Secondo PREMIS si possono distinguere tre tipologie di oggetti digitali:

-         File (Oggetto file): sequenza di bit ordinata (in un determinato formato) e gestita dal sistema operativo di un elaboratore;

-         Bitstream (Oggetto bitstream): porzione di file che ha autonome proprietà significative (ad esempio una immagine in formato jpeg all'interno di un file pdf);

-         Representation (Rappresentazione): uno o più file che veicolano una Intellectual entity (Entità intellettuale); se si tratta di una Representation formata da più file, i metadati strutturali anche se rappresentati per mezzo di file separati fanno parte integrante della Representation; in questo caso i metadati strutturali potrebbero essere considerati come una particolare tipologia di metadati interni[vii]

 

Con il collegamento tra Representation e Intellectual entity PREMIS distingue tra oggetto in sé e la sua rappresentazione  effettuata da  un soggetto  (dotato di capacità intellettuali). Le risorse digitali rientrano quindi nella categoria degli oggetti sociali che, a differenza degli oggetti naturali,   stanno nello spazio e nel tempo solo per il fatto che soggetti li rappresentano[viii].

In particolare l'oggetto sociale:

-         “è il risultato di atti sociali” (sono coinvolti almeno due soggetti);

-         risponde alla “regola costitutiva Oggetto = Atto Iscritto” ovvero è caratterizzato dal fatto di essere “iscritto su carta, su un file di computer, o anche semplicemente nella testa delle persone”[ix].

In altre parole “la tesi kantiana secondo cui le intuizioni senza concetto sono cieche non vale per i laghi e i temporali (che restano quello che sono indipendentemente dalle nostre concettualizzazioni) ” ma vale per tutti gli oggetti sociali (risorse digitali, mutui, conferenze, ecc.)[x] .

Rispetto alla “iscrizione” su carta – tipica della risorsa tradizionale (ad esempio, il libro) – quella su file presenta almeno due sostanziali novità:

-         l'indipendenza della risorsa dalla fisicità del supporto (un file come sequenza di bit può essere facilmente riprodotto e viene meno la distinzione tra originale, copia, clone e duplicato)[xi];

-         la dipendenza della risorsa dalle tecnologie informatiche con tutti i ben noti rischi (ad esempio l'obsolescenza di una tecnologia pregiudica la fruibilità di un file - magari perfettamente  conservato a livello di bit). L'espressione metadati interni o formato rende evidente questo particolare tipo di “iscrizione” che consiste nel mettere i bit in un determinato ordine.

 

 

3. La Risorsa come Asset: ISO 27001: 2005

 

La norma ISO/IEC 27001:2005 si occupa di sistemi certificati per la gestione della sicurezza informatica (Information Security Management System) [xii].

La risorsa viene qui chiamata Asset (che potremmo tradurre come bene) e viene definita come “tutto quello che ha valore per una organizzazione” e per il quale occorre assicurare:

-         disponibilità (availability): essere accessibile su richiesta da parte di  un soggetto autorizzato;

-         confidenzialità (confidentiality): non essere accessibile  da parte di chi non è autorizzato;

-         integrità (integrity): salvaguardare l’esattezza e la completezza dei beni (asset).

 

E’ un punto di vista che rinforza la visione della risorsa digitale come oggetto sociale.  Vengono qui messi in evidenza i rischi di una “iscrizione” tutta digitale.  Dato che “la società si basa non sulla comunicazione, bensì sulla registrazione che costituisce la condizione per creare oggetti sociali[xiii]” il digitale viene ancora in molti casi percepito come modalità di “iscrizione” poco stabile. Attraverso procedure documentate (e quindi attraverso altri oggetti sociali) si vuole, con la norma ISO 27001,  dare evidenza che i beni (gli asset) sono al sicuro.

 

 

4. La Risorsa come Digital item: ISO 21000-2:2005 – MPEG-21-DIDL

 

Lo standard ISO 21000[xiv] (più noto come MPEG-21) si occupa del mondo delle risorse digitali in rete e ha come oggetti di partenza:

-         la definizione di ciò che viene coinvolto nella  distribuzione  e nelle transazioni (il Digital  item);

-         l’interazione tra utenti e Digital item.

 

In realtà MPEG-21  distingue tra

-         Digital item: oggetto digitale strutturato e normalizzato a livello di rappresentazione, identificazione e metadati ;

-         Resource:   qualsiasi bene (asset) che sia identificabile (una immagine, un brano audio, un testo – il livello di granularità non è predeterminato)

Per tornare alla distinzione che è stata usata all’inizio di questa nota possiamo dire che il Digital item è un insieme che comprende:

-         dati;

-         metadati interni;

-         tutti i metadati esterni funzionali all’interazione con l’utente.

La risorsa digitale secondo MPEG-21 comprende sia l’oggetto in sé sia tutte le rappresentazioni funzionali alla interazione tra utente e oggetto.

E’ da notare infine che il termine risorsa (resource) viene usato con una accezione molto vicina alla definizione proposta dalla norma RFC 2396: “qualsiasi cosa che sia identificabile”. Secondo MPEG-21 anche i metadati sono da considerare come risorse.

 

 

5. Conclusioni

 

I punti di vista sulla risorsa digitale sembrano essere molto lontani nei quattro standard presi in esame. In realtà se si tiene conto degli obiettivi particolari che sono alla base di ciascuno di questi standard, si può avere una convergenza sulla definizione di risorsa digitale come oggetto sociale. Ogni oggetto sociale può essere esaminato da punti di vista funzionalmente diversi dove entrano in gioco livelli di granularità differenti e dove non vi può essere risorsa digitale senza il controllo che a vario livello e per differenti finalità viene esercitato dai metadati. Segue un quadro sinottico sui modi di vedere e trattare la risorsa digitale, con una proposta di “terminologia comune” che ha lo scopo di facilitare il confronto fra i quattro standard.


 

 

Quadro sinottico

Terminologia comune funzionale al confronto

dati

metadati interni

metadati esterni

Risorsa digitale = Oggetto sociale

  • metadati descrittivi;

  • metadati gestionali.

OAIS

Content data object

Representation information

Distingue tra:

  • Descriptive information ;

  • Packaging information ;

  • Preservation description information.

PREMIS

Definisce:

  • Digital object come unità distinta di informazione in forma digitale suddiviso in tre tipologie

    • File (bit più formato);

    • Bitstream (parte di un File);

    • Representation (uno o più File in grado di veicolare una Intellectual entity:

  • Intellectual entity come “insieme coerente di contenuti  identificato, descritto e trattato come unità”.




definisce nel dettaglio i Preservation metadata: ovvero quelle specifiche informazioni che un “archivio” ha bisogno di conoscere per supportare il processo di conservazione

ISO 27001

Definisce:

- Asset (bene) “tutto quello che ha valore per una organizzazione”.

non formalizza particolari categorie di metadati esterni ma identifica i requisiti di

disponibilità, confidenzialità e integrità dei beni (asset).



MPEG 21

Definisce:

  • Digital item: oggetto digitale strutturato e normalizzato a livello di rappresentazione, identificazione e metadati;

  • tutte le parti che compongono il Digital item (compresi i metadati) sono definite come Resource.




6. Bibliografia

 

 

Priscilla Caplan. Capire PREMIS, 2009 (Traduzione italiana di Angela Di Iorio) in http://www.loc.gov/standards/premis/Understanding-PREMIS_italian.pdf

 

Maurizio Ferraris. Documentalità : perché è necessario lasciar tracce, Laterza, 2009

 

ISO/IEC 27001:2005. Information technology - Security techniques - Information security management systems - Requirements in http://www.iso.org/iso/catalogue_detail?csnumber=42103

 

ISO/IEC 21000-2:2005. Information technology - Multimedia framework (MPEG-21) - Part 2: Digital Item Declaration. 2. ed. in

 http://standards.iso.org/ittf/PubliclyAvailableStandards/c041112_ISO_IEC_21000-2_2005(E).zip

 

The MPEG-21 book / edited by Ian S. Burnett ... [et al.]. Wiley, 2006.

 

OAIS. Reference model for an Open Archival Information System,  ISO 14721:2003, versione in rete in forma di raccomandazione del CCSDS reperibile in:

http://www.ccsds.org/documents/650x0b1.pdf.  Traduzione italiana: OAIS. Sistema informativo aperto per l’archiviazione / a cura di Giovanni Michetti,  ICCU, 2007

 

PREMIS 2.0, 2008 (PREsevation Metadata: Implementation Strategies),

 http://www.loc.gov/standards/premis/

 

 

 

 



[i] Giovanni Bergamin. Responsabile Servizi Informatici, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

[ii] ISBD ( CF ) : International standard bibliographic description for computer files / International federation of library associations and institutions ; recommended by the Working Group on the International standard bibliographic descriptionfor computer files set up by the IFLA Committee on cataloguing, 1990.

[iii] ISBD ( ER ) : International standard bibliographic description for electronic resources : revised from the ISBD (CF), International standard bibliographic description for computer files / recommended by the ISBD (CF) Rewiew group, 1997.

[iv] http://www.ietf.org/rfc/rfc2396.txt. Il testo originale recita: “A resource can be anything that has identity.  Familiar examples include an electronic document, an image, a service (e.g., "today's weather report for Los Angeles"), and a collection of other resources.  Not all resources are network "retrievable"; e.g., human beings, corporations, and bound books in a library can also be considered resources”

[v] Per la terminologia OAIS in italiano si fa riferimento a Giovanni Michetti, OAIS: sistema informativo aperto per l’archiviazione,  ICCU,  2007. La versione originale della norma OAIS è reperibile in rete:

http://www.ccsds.org/documents/650x0b1.pdf. 

[vi] PREMIS Data Dictionary for Preservation Metadata 2.0, 2008 in http://www.loc.gov/standards/premis/.  L’acronimo PREMIS sta per PREsevation Metadata: Implementation Strategies. Per la terminologia PREMIS in italiano si fa riferimento alla traduzione di Angela Di Iorio: Priscilla Caplan, Capire PREMIS, 2009 http://www.loc.gov/standards/premis/Understanding-PREMIS_italian.pdf 

[vii] “Merita rilevare  che  il  termine representation  in PREMIS  (nell'entità Representation)  e in OAIS (nell'entità Representation information)  viene usato con significati differenti. Con Representation information  OAIS fa riferimento esclusivamente ai metadati interni e più precisamente a quei metatadati che PREMIS identifica,  a livello di file o bitstream,  come formato e,  a livello di Representation, come metadati strutturali. PREMIS con il termine Representation fa riferimento - come si è visto - a una particolare tipologia di Digital object”: Giovanni Bergamin. Dati e metadati per la conservazione a lungo termine delle risorse digitali in Galassia web: la cultura nella rete / a cura di Paolo Galluzzi, Pietro A. Valentino. Firenze: Giunti, 2008, p. 203.

[viii] Per il concetto di oggetto sociale: Maurizio Ferraris. Documentalità : perché è necessario lasciar tracce, Laterza, 2009.

[ix] Ivi, p. 360.

[x] Ivi, p. 360 (all’enumerazione originale – mutui, conferenze –  ho aggiunto risorse digitali).

[xi] Manlio Cammarata, Enrico Maccarone. La natura del documento informatico, 2000 in http://www.interlex.it/docdigit/intro/intro9.htm

[xii]  Le definizioni che seguono si trovano a p. 2 dello standard (ISO/IEC 27001:2005. Information technology - Security techniques - Information security management systems - Requirements in http://www.iso.org/iso/catalogue_detail?csnumber=42103)  e  fanno riferimento a ISO/IEC 13335-1:2004

[xiii] Maurizio Ferraris. Documentalità  ... cit. p. 360.

[xiv] Lo standard MPEG-21 si compone di più parti.   Si fa qui riferimento alla seconda edizione di ISO/IEC 21000-2:2005. Information technology - Multimedia framework (MPEG-21) - Part 2: Digital Item Declaration in http://standards.iso.org/ittf/PubliclyAvailableStandards/c041112_ISO_IEC_21000-2_2005(E).zip. Le definizioni di Digital item e Resource si trovano, rispettivamente, a p. 2 e a p. 8.

                 

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Giovanni Bergamin,
6 mag 2011, 05:16
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Giovanni Bergamin,
6 mag 2011, 05:16
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